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Zoom sur : Lou Carter

Il gallerista-curatore Lou Carter promuove la creazione contemporanea attraverso arazzi intesi come installazioni immersive dove è sempre questione di spazio, esperienza estetica e destinazione dell'opera. In occasione dell'inaugurazione del suo spazio espositivo a Parigi lo scorso giugno, Lou Carter ci ha svelato le ambizioni e le linee di ricerca della sua galleria.

Formatosi alla National School of Art and Design di Nancy e alla National School of Industrial Creation - Les Ateliers, Lou Carter è stato un ballerino, poi un coreografo, prima di fondare la Lou Carter Gallery nel 2019. Dalla sua creazione dal suo “gallerista-curatore”, guarda con attenzione all'arte contemporanea e organizza mostre collettive e individuali che sono installazioni a pieno titolo.

Lou Carter ha aperto la sua galleria con un ciclo di mostre fuori le mura. Concepite come ambientazioni di vita reale, le tre mostre di questo programma hanno invitato gli spettatori a vivere un'esperienza estetica atipica nella messa in scena della vita quotidiana. Intitolata "La cena del silenzio di:", la mostra inaugurale ha riunito tredici artisti in una scenografica sala da pranzo, dove erano visibili le tracce del passaggio di dieci ospiti immaginari. Un'opera d'arte totale, "Chamber of:" ha presentato i fotografi dell'intimo, in particolare Lin Zhipeng, in una stanza rivelando, sottilmente, la memoria e l'intimità dei suoi abitanti immaginari. L'ultima mostra proponeva di scoprire giovani talenti e artisti confermati in una stanza pensata come spazio vissuto. Dietro ciascuna di queste messe in scena, sullo sfondo è stata rivelata la destinazione dell'opera.

Uscito dal carcere, Lou Carter ha scelto di aprire il suo spazio espositivo nel settimo arrondissement, e ha lanciato un nuovo ciclo di mostre, ma questa volta dedicato alle artiste emergenti che stanno ripensando il nostro rapporto con il spazio. La prima mostra di questo programma ha mostrato le metamorfosi dei materiali orchestrate da Alexia Chevrollier (classe 1989), e la seconda ha offerto al pubblico la scoperta delle “micro architetture” create da Paola Siri Renard (classe 1993). Queste due mostre monografiche, presentate nel cubo nero immaginato da Lou Carter, è riuscito a catturare il pubblico offrendo una nuova prospettiva sulla loro arte.

A settembre 2020 Lou Carter curerà i cataloghi delle mostre “Alexia Chevrollier” e “Paola Siri Renard”, parteciperà alla Paris Design Week ed esporrà Sophie Pugnet.

Per ulteriori informazioni, visitare il sito Sito web della Lou Carter Gallery.

Immagini: per gentile concessione della Lou Carter Gallery

editoriale

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