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Il Giappone non ha finito di sorprenderci. Il collettivo di artisti Mé, con sede a Saitama, manipola un'onda impressionante in un piccolo showroom del Mori Art Museum di Tokyo. "Contatto" è un'installazione sensibile che cambia la percezione e sconvolge la nostra relazione con il mondo fisico.

Sospesa tra le pareti bianche di una delle sale del Mori Art Museum, la mostra "Contact", visibile fino a 26 il prossimo maggio, fa parte del 6th triennale di arte contemporanea di Roppongi Crossing il cui tema quest'anno è "Connessione". L'opera iperrealista del collettivo Me di tre membri - Haruka Kojin, Kenji Minamigawa e Hirofumi Masui - sembra aver fermato il tempo. La scultura è condizionata dall'illuminazione che funge da filtro meteorologico e offre una versione in tempo reale dell'aspetto mutevole delle onde in base al tempo e alle condizioni.

Il moto ondoso, congelato nel suo movimento, è confinato in una piccola stanza illuminata da una luce naturale e nebbiosa. La relazione frontale del visitatore verso l'oceano, come un cookie cutter, lo affronta con una prospettiva impressionante, che assume una dimensione tanto più realistica quando splende da diverse angolazioni. La trama del lavoro riflette accuratamente la luce ambientale, che si adatta ai cambiamenti climatici che possono essere osservati nell'ambiente naturale. Il trio di artisti assicura così "Per provocare la coscienza degli spettatori, confrontati con l'incertezza del mondo che li circonda".

L'oceano ondeggiante, congelato nel suo movimento, oscilla tra fragilità e potenza. Contact cattura le turbolenze dei mari in una struttura tutt'altro che congelata e focalizza l'attenzione sull'incerto futuro dei nostri oceani.

Un'installazione accattivante, in cui non è possibile astenersi dall'immersione.

Fotografie: Kioku Keizo



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