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Giovanna e Carlo Castiglioni raccontano di aver trovato, nascosti dietro il grande specchio angolare nello studio del padre a Milano, i prototipi di questo inedito progetto di Achille Castiglioni, l'ultimo della sua carriera, cofirmato con l'architetto Gianfranco Cavaglià: gli strumenti da scrittura.

I prototipi in legno, prodotti dal noto ebanista Pierluigi Ghianda, riproducono la forma ad arco trilobata studiata da Castiglioni e Cavaglià che, grazie alla sua caratteristica ergonomia, rappresenta il vero connubio tra mente, mano e oggetto, ed ha la particolarità di non rotolare sulla tavola (“questo aspetto ci sembrava di un certo interesse”, ricorda sorridendo Cavaglià).

Il progetto è rimasto nel fondo di un cassetto per molti anni, in assenza di un'indispensabile e precisa interpretazione degli obiettivi progettuali originari e degli investimenti necessari per una produzione così complessa, per via della forma insolita scelta. . Poi, nel 2020, la Fondazione Achille Castiglioni e Gianfranco Cavaglià hanno incontrato EGO.M, giovane studio di design italiano, a cui hanno affidato lo sviluppo, l'ingegnerizzazione e la produzione del progetto, svelato nella data del 103° anniversario di Achille: il 16 febbraio , 2021.

Rispettoso e consapevole della responsabilità che incombe su di loro, e una volta conosciuti i fondamenti del progetto, la sua etica e le intenzioni originali - che Cavaglià trasmette loro durante l'anno di collaborazione - EGO.M si concentra sulla realizzazione degli strumenti.

Durante il costante dialogo con i partner, i disegni di progetto sono stati attentamente analizzati e tre dei prototipi in legno sono stati selezionati per la produzione: una matita meccanica, una matita artistica multifunzionale e una penna stilografica in versione tascabile. La selezione non avviene a caso ma fa parte di un progetto specifico: il portamine rappresenta il disegno tecnico, il matita multifunzionale artistico è scelto per la sua praticità e adatto a molteplici usi, mentre la penna piuma è stata volutamente scelta in versione tascabile per la sua lato attuale, non convenzionale e più vicino alle giovani generazioni.

In questa collezione il rigore, l'ingegneria e lo sviluppo strutturale, frutto della collaborazione tra EGO.M e l'architetto Cavaglià, convivono con la finezza e l'ironia di ogni progetto di Achille Castiglioni.

Le caratteristiche originarie di innovazione, sostenibilità, rispetto della qualità e controllo dei costi che l'architetto Castiglioni aveva attribuito al progetto per renderlo il più possibile democratico e accessibile, sono state infatti pienamente interpretate e rispettate dal team di EGO.M. poiché questi valori sono alla base della loro filosofia e del loro modus operandi.

Per la produzione è stata scelta la tecnica di stampa tridimensionale (Fused Deposition Modeling): grazie alla sua versatilità, è stata in grado di fornire la forma unica precisamente ricercata. È interessante notare l'esistenza e l'applicazione di una tecnologia che ha permesso la realizzazione di un progetto finora lasciato in un cassetto per questioni di produzione.

Il processo di stampa 3D si basa sulla tecnica della manifattura additiva che, partendo da uno spazio vuoto, permette alla stampante di depositare il materiale solo dove è necessario, strato dopo strato, fino alla sommità dell'oggetto, rendendolo privo di sciupare.

In questo tipo di lavorazione l'attenzione ai materiali – tanto cara agli architetti Castiglioni e Cavaglià – è fondamentale. EGO.M ha quindi focalizzato il suo studio sulla ricerca di un materiale innovativo per il mondo della scrittura che potesse interpretare anche i fondamenti del progetto. La scelta del grafene - composto da uno strato monoatomico di carbonio - si è subito imposta per le sue caratteristiche, il suo colore e per la sua finitura naturale. Mi è sembrato interessante finalizzare il concetto di scrittura utilizzando la scrittura stessa come materiale principale: una matita fatta di matita o, meglio, di grafene!

La stampa 3D lascia anche sugli oggetti una texture particolare: una traccia, come una cicatrice, che rappresenta un valore, un segno di autenticità che certifica la lentezza di produzione e l'unicità di ogni pezzo. Oltre alla morbidezza al tatto, gli strumenti hanno anche un'impugnatura zigrinata che permette una presa comoda, anche per la loro piacevole leggerezza che, afferma Cavaglia "con l'architetto Castiglioni abbiamo mantenuto una caratteristica assolutamente positiva per uno strumento di scrittura".

Con questa tecnica di produzione ogni pezzo viene realizzato singolarmente, tanto da poter essere definito artigianato industriale. Costruzione lenta, spessore laterale e altri importanti parametri di stampa determinano la rigidità finale dell'oggetto, rendendolo resistente agli urti.

immagine dell'ego

Per ulteriori informazioni, visitare il sito il sito web di EGO.M



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