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In occasione del Festival Gau Zuria (Notte Bianca), svoltosi dal 17 al 18 giugno a Bilbao, 28 installazioni hanno trasformato il paesaggio urbano della capitale basca che festeggiava il suo 722° anniversario.

Cuerpo Gris (Corpo grigio), è un intervento site-specific che invade massicciamente il chiostro dell'ex Convento dell'Incarnazione. In pochi minuti si dispiega un imponente volume di forme organiche, che colonizza nel suo percorso un'ampia distesa del giardino interno risalente al XVI secolo. Di fronte al ritmo sdoppiato delle gallerie e alla rigidità strutturale dei suoi portici, l'installazione si spoglia sotto un corpo continuo, sinuoso e duttile.

Questo organismo dormiente, però, altera radicalmente l'immagine serena del chiostro. Il Corpo Grigio si estende così sulla superficie, strisciando tra i diversi elementi ospitati nel Giardino, per concentrare la sua tensione sulla fontana delle ninfee, pezzo simbolico e centrale della composizione. Strutturato lungo gli assi maggiori del patio, il corpo è costituito da 3 brandelli tangenti di diametro variabile, lunghi più di 120 m, che raggiungono i 6 m di altezza. A seguito di un'analisi meticolosa del luogo, e di un'artigianalità del suo mecenatismo, Cuerpo Gris si adatta alla topografia del chiostro, saldandosi al terreno per legarsi ai cespugli di bosso, e per costrizione all'olivo secolare.

I percorsi e le cavità laterali lasciano sfuggire solo una visione frammentaria del luogo, giocando con le visite: a volte per avvolgerli o per abbracciarli in spazi di intimità, altre volte per sembrare reprimerli, o addirittura trafiggere. Un corpo mostruoso che si chiude su di noi e isola il nostro sguardo. Un aspetto monumentale che confronta la scala del corpo umano con quella di una presenza enigmatica che non si rivela mai del tutto.

Cuerpo Gris è un'installazione di Martillo Neumático, realizzata da Mon Cano, Iñigo Barrón, Jerome Lorente e Roman Sost con la collaborazione di Inés Miño, Ana Moure, Cesar Fuertes, Tarino Cano e Patricia Salazar. 

Martillo Neumático è un giovane collettivo incentrato su interventi effimeri site-specific di natura monumentale. Le loro opere sembrano improvvisamente alterare la vita quotidiana degli spazi pubblici.

Nel 2019 il loro progetto Eclipse è stato presentato come vincitore del Festival Insolit a Palma di Maiorca e nel 2020 la loro installazione Desplome (Collapse) ha esposto un contromonumento all'interno delle rovine dell'antica Chiesa dei Dolori, nell'ambito del Festival Tortosa, A Cel Obert.

 

Immagini ©: Antonio Bouzas

 



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