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Creato nel 2007 da Audi France, il programma di supporto per la giovane creazione Audi talenti premia ogni anno numerosi artisti emergenti. Dopo una deliberazione virtuale, la giuria multidisciplinare indipendente ha annunciato i vincitori dell'edizione 2020. Riveleremo i tre progetti selezionati, che saranno presto esposti al Palais de Tokyo.

Marie Sarah Adenis, Ciò che pende da un thread
Laureata all'ENS-Ulm (2009) e all'ENSCI-Les Ateliers (2017), la biologa-designer Marie-Sarah Adenis parte dalla biologia per sviluppare progetti innovativi. Con What Holds a Thread, offre una riflessione sul genoma immergendoci in una natura genomica, dalla "foresta cromosomica" al "giardino delle eliche".

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Charlie Aubry, P3.450
Dopo aver studiato alla Beaux-Arts di Tolosa, Charlie Aubry ha deciso di combinare il lavoro sonoro e quello plastico deviando vari oggetti di uso quotidiano. Con il suo progetto P3.450, il giovane artista ci spinge verso un futuro prossimo, dove i dati raccolti virtualmente da un'intelligenza artificiale diventano materiali. Il suo lavoro distopico mette quindi in discussione le conseguenze delle nuove tecnologie sulla nostra vita.

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Henri Frachon e Antoine Lecharny, Manifesto di disegno astratto
Henri Frachon e Antoine Lecharny, due designer industriali formati all'ENSCI-Les Ateliers, stanno reinventando il design immaginando una mostra inaugurale che celebra il disegno astratto e concettuale. In Manifesto di disegno astratto, il duo reinventa il design riformulando i codici e gli usi della disciplina.

Per ulteriori informazioni, visitare il sito Sito web dei talenti Audi.

Fotografie: 1) Marie-Sarah Adenis, Ciò che pende da un filo © Marie-Sarah Adenis e Paul Bonlarron
2) Charlie Aubry, P3.450 © Charlie Aubry
3) Henri Frachon e Antoine Lecharny, manifesto del disegno astratto © Henri Frachon e Antoine Lecharny

Léa Pagnier



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